NEMMENO I GESTORI DEI FONDI SONO CONVINTI DI QUELLO CHE FANNO

30-06-2020

 

Nel settembre del 2016 un articolo de Il Sole24Ore (https://st.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2016-09-22/perche-meta-gestori-non-investe-propri-fondi-171536.shtml?uuid=AD9opSPB) riportava i risultati di un’interessante indagine di Morningstar (commissionata dal Financial Times).

Secondo la ricerca, meno di un settimo (circa il 14%) dei gestori statunitensi selezionati, investivano cifre importanti dei loro soldi nei fondi che gestivano. Trattandosi di professionisti con stipendi annui di diversi milioni di dollari (a volte decine) per “cifra importante” si considerava almeno 1 milione di dollari.

La medesima ricerca era stata svolta da Morningstar nel 2009 su 4.300 fondi comuni, sempre statunitensi. Tale ricerca è anche citata nel libro “Soldi – Domina il gioco” di Anthony Robbins. Morningstar aveva scoperto che il 49% dei gestori non possedeva alcuna quota del fondo che gestiva. Se si prendono in considerazione solo gli investimenti di almeno 1 milione di dollari, la percentuale scendeva al 9,6%!

In sette anni, quindi, quasi nulla è cambiato.

La domanda che si pone Tony Robbins è semplicissima: “Se le persone che gestiscono il fondo non investono nel fondo che gestiscono, perché dovrei farlo io?”.

Come sempre Robbins pone ottime domande. Proviamo a rispondere altrettanto semplicemente.

Le risposte possono essere le seguenti:

1) Gli investitori esperti sono poco propensi ad investire in strumenti con costi elevati => + COSTI = - RENDIMENTO. Si consideri che i gestori comunque hanno la possibilità di investire nel proprio fondo a costi assai più bassi rispetto agli “investitori comuni”…se neanche ciò li convince!

2) A ulteriore conferma dell’attenzione che gli investitori professionisti pongono ai costi, ricordo che lo stesso Warren Buffett ha dato indicazione di investire il suo patrimonio, al momento del suo ritiro, in uno strumento a bassissimo costo (Etf) che replichi l’indice delle maggiori aziende statunitensi, lo S&P500. Stessa scelta, peraltro, che ha già reso operativa sul patrimonio della fondazione della moglie. Gli esempi di altri grandi investitori che seguono tale filosofia di certo non mancano, a cominciare dai grandi fondi pensione.

3) Gli investitori esperti sono propensi a prendersi dei rischi diversi (solitamente più alti) con i loro soldi; cosa che non possono permettersi come gestori di fondi.

 

Quali siano le cause, tale comportamento risulta, comunque, piuttosto “strano”. È come se l’amministratore delegato di Ferrari guidasse abitualmente una Porsche.

Proseguendo con la metafora: nonostante il roboante meccanismo del marketing finanziario ti voglia comunicare che quello che vende equivale ad una Ferrari, probabilmente l’auto che ti troverai a guidare, nel corso del tempo, assomiglierebbe piuttosto a una utilitaria!

Il miglior modo per capire, prima dell’acquisto, se di supercar o di utilitaria si tratta è quello di affidarsi a un meccanico esperto.

Nel mondo della finanza questa figura ha un nome: Consulente Finanziario Indipendente (esperto)

 

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Nemmeno i gestori dei fondi sono convinti di quello che fanno (30.06.2020)

 



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