PREOCCUPAZIONI A BREVE E OPPORTUNITA' A MEDIO-LUNGO PERIODO

12-03-2020

 

Da marzo 2009 a febbraio 2020 l’indice delle azioni tedesche (che prendiamo come riferimento) è cresciuto ininterrottamente, se non per qualche ribasso di breve durata, del 370% circa, cioè una crescita media del 12,6% all’anno (vedi Grafico 1).

Grafico 1

Fonte: Yahoo!Finance

 

Improvvisamente il 19 febbraio 2020 la lunga “storia d’amore” tra le azioni e gli investitori si è interrotta bruscamente, facendo perdere all’indice circa il 30% in 3 settimane (vedi Grafico 2).

Grafico 2

Fonte: Yahoo!Finance

I motivi sono arcinoti a tutti (vedi dettagli a pag. 4 e 5)

Ma quello su cui vogliamo concentrare l’attenzione oggi è una caratteristica dei mercati finanziari, e in particolare di quelli azionari, che nell’estasi amorosa 2009-2020 abbiamo fatto finta di dimenticare: la volatilità.

Nella tabella seguente sono riportati, per diverse classi di attività, il rendimento medio annuo, la deviazione standard (volatilità) e la peggior perdita annua, registrati nel periodo 1926-1998 sui mercati statunitensi. Abbiamo evidenziato i dati relativi alle azioni a grande capitalizzazione. Il rendimento medio annuo storico è stato dell’11,22%, con una deviazione standard del 20,26%. Ciò significa che nel periodo considerato l’investitore avrà avuto, nei 2/3 degli anni considerati, un rendimento dell’11,22% ma con il rischio di veder oscillare tale rendimento tra un -9,04% e un +31,48% (11,22 +/- 20,26). Se la storia fosse finita quì, non sarebbe niente male: potenziale perdita annua -9% contro un potenziale guadagno del 31%!    

Fonte: “The intelligent asset allocator” – William Bernstein

 

Come sempre, quando una cosa sembra troppo bella per essere vera, solitamente non lo è. Il dettaglio importante è proprio nelle parole evidenziate in neretto poche righe più sopra: nei 2/3 degli anni considerati.

Il problema è: cosa può succedere nel 1/3 di casi rimanenti? Può succedere che i mercati diano fuori di matto! E succede più spesso di quanto vorremmo: almeno una volta nell’arco di una generazione. Semplicemente la deviazione standard può diventare doppia, tripla, quadrupla…per cui sia gli utili che le perdite potenziali, possono raddoppiare, triplicare, quadruplicare!

Ma ciò che non è cambiato nel periodo 1926-1998 (periodo in cui elenchiamo: la Grande Depressione degli anni ’30, la Seconda Guerra Mondiale, le Crisi Petrolifere degli anni ’70, il Crollo del 1987… solo per citare i più importanti), e non cambierà neanche questa volta, è che il mercato azionario è stato e sarà quello con i rendimenti più alti!

Anche questa volta, possiamo starne certi, NON SARA’ DIVERSO: le donne e gli uomini continueranno ad innovare, a lavorare e con loro le aziende cresceranno e l’economia si svilupperà!

 

COMPORTAMENTO RAZIONALE E IMPLICAZIONI PRATICHE

1. I soldi che probabilmente ti serviranno entro 1-3 anni DEVONO rimanere in liquidità e/o essere investiti in strumenti prudenti. Assicurati che siano effettivamente prudenti (non, per esempio, investiti in strumenti illiquidi come nei prodotti della H2O Asset Management: all’onore delle cronache negli ultimi giorni e di cui scriveremo a breve).

2. I soldi che probabilmente non ti serviranno per almeno 3-5 anni (meglio oltre 5), DEVONO essere investiti nel mercato storicamente più redditizio: quello AZIONARIO.

3. L’unica variabile da gestire oggi è l’EMOTIVITA’! Non concentrarti sui RISCHI di oggi, ma sulle OPPORTUNITA’ di domani! È naturale essere preoccupati: nessuno è immune e le perdite riguardano tutti, anche i più grandi investitori. Ma il rischio peggiore è quello di permettere alla preoccupazione di influenzare le nostre scelte di investimento e allora il danno può diventare irreparabile nel lungo termine. Non abbiamo il controllo di quello che sta succedendo, ma dobbiamo mantenere il controllo dei nostri investimenti. PIANIFICAZIONE, METODO, AZIONE, PAZIENZA!

 

Non vi è alcun dubbio che siamo in presenza di una situazione di panico che sempre si accompagna ad ottime occasioni di acquisto se si riesce a contenere l’emotività normalmente legata a questi momenti. La fase di panico dovrebbe vedere volumi di contrattazione in riduzione anche in presenza di un ulteriore calo dei mercati.

E’ difficile stabilire quanto ci vorrà per tornare ad una situazione normale sui mercati.

Quello che possiamo affermare con certezza è che ci troviamo in un momento particolarmente favorevole per investire, che va colto attenendosi ad uno scrupoloso programma di acquisto programmato, per evitare di essere preda dell’emotività e investire tutto cercando il “momento di minimo”.

Analizzando gli indici dei singoli paesi, Germania e Italia in particolare, i valori degli stessi sono tornati a livelli di 4 o più anni fa. In realtà non abbiamo perso quattro anni di produzione e sviluppo e questo connota ulteriormente il momento attuale come una situazione di panico.

 

Covid-19

Nel grafico sotto (Cina) i casi confermati (azzurro) sono misurati sulla scala di sinistra, mentre i morti, i nuovi morti e i nuovi casi confermati sono misurati sulla scala di destra.

I dati sono dal rapporto quotidiano dell’Organizzazione mondiale della sanità a partire dal 21 gennaio 2020.

Come si può vedere facilmente a partire da metà febbraio la Cina ha iniziato ad intervenire per ridurre drasticamente il numero dei nuovi casi e questo ha portato, nel giro di circa una settimana, ad appiattire la curva di crescita della diffusione della malattia. Anche il numero di nuovi morti ha iniziato a scendere, mentre il numero di morti totale ha continuato a salire, ma con accelerazione decrescente.

Nel grafico sotto (Italia) i casi confermati (azzurro) sono misurati sulla scala di sinistra, mentre i morti, i nuovi morti e i nuovi casi confermati sono misurati sulla scala di destra.

I dati sono dal rapporto quotidiano dell’Organizzazione mondiale della sanità a partire dal 21 gennaio 2020.

Possiamo vedere una dinamica simile a quella cinese (anche se i numeri assoluti sono decisamente inferiori) dove il numero di nuovi casi ha iniziato a scendere mentre tutti gli altri valori continuano a salire.

Ci aspettiamo una dinamica simile a quella cinese e i dati di ogni giorno dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ci daranno modo di monitorare il fenomeno e tenervi aggiornati.

 

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Preoccupazioni a breve e opportunità a medio-lungo periodo (12.03.2020)



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