AGGIORNAMENTO SULL'ANDAMENTO DEI MERCATI FINANZIARI - LA VOLATILITA'

26-02-2020

 

 

Nel giorno di martedì 25 febbraio la volatilità del mercato azionario americano ha toccato il valore di 30 chiudendo poi a 27,85.

I volumi di contrattazione sono su valori doppi rispetto alla media annuale.

Sembra che si stiano creando le condizioni per la classica “situazione di panico” che si riflette immediatamente sui prezzi delle azioni quotate.

Riteniamo che si tratti di una situazione da monitorare con molta attenzione perché potrebbe aprire la porta ad opportunità interessanti per chi vuole investire. In modo particolare per chi, nei mesi passati, abbia alleggerito la percentuale azionaria, cosa che avevamo gradualmente consigliato di attuare.

Siamo dunque nella situazione migliore per cogliere con la dovuta calma, nei giorni/settimane a venire, le occasioni che la paura diffusa nei mercati potrà offrirci.

Occorre essere prudenti quando la maggioranza è avida e coraggiosi quando la maggioranza è prudente.

 

Per opportuno confronto mettiamo sotto anche le nostre considerazioni del 13 ottobre 2019.

Da oltre un paio d’anni parliamo di volatilità come di una misura del “grado di paura espresso dagli operatori nei mercati azionari”. Se dovessimo ridurla ad una misura (vedi sotto una descrizione generale) potremmo dire che negli ultimi cinque anni la volatilità media si è collocata tra un valore di 14 e un valore di 16. Abbiamo anche associato valori superiori a 20 con momenti di flessione più o meno consistente dei corsi delle azioni. Nel corso del 2019 siamo stati piuttosto prudenti dal momento che ci aspettavamo qualche correzione dei mercati in relazione alla riduzione degli utili aziendali, la cui maggiore manifestazione avrebbe potuto essere dopo la conclusione del secondo o del terzo trimestre, essendo questi i trimestri che potevano manifestare una riduzione degli utili. Il secondo trimestre si è concluso con una crescita degli utili moderata (+2%) anziché con l’attesa riduzione. Nonostante questo, nel mese di agosto c’è stato un calo nei mercati dell’ordine del 5% e un contestuale aumento della volatilità sopra il valore di 20. Tale riduzione è stata assorbita nel corso del mese di settembre.

Quando i giornali, le televisioni o i siti internet parlano di volatilità dei mercati per lo più fanno riferimento al “VIX” formalmente conosciuto come CBOE Volatility Index: si tratta di un indice specificamente costruito per tracciare la volatilità dell’indice di Borsa Standard & Poor’s 500. La maggior parte degli investitori che hanno familiarità con il VIX lo considerano una specie di “misura della paura” (vedi spiegazione successiva). Il VIX è stato creato dal Chicago Board Options Exchange (CBOE) un operatore di mercato che si rivolge ad investitori sofisticati, tra questi hedge funds, gestori professionali e investitori individuali che cercano di ottenere un profitto dalla volatilità di mercato. Il VIX traccia la volatilità di mercato in tempo reale durante le contrattazioni di Borsa. Il calcolo del VIX è piuttosto complicato e richiede particolari competenze matematiche: chi fosse interessato può trovare qui delle spiegazioni (http://www.investopedia.com/terms/w/whitepaper.asp). Perché è utile la volatilità per un investitore consapevole? Perché dà una misura dell’ambiente in cui operano i mercati. Dal momento che la volatilità è spesso associata a performance negative dei mercati azionari può essere utilizzata per decidere se si è in un buon momento per investire o meno.

 

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Aggiornamento sull'andamento dei mercati finanziari - La volatilità (27.02.2020)



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