I MERCATI FINANZIARI TRA PREVISIONI OVVIE E DECISIONI DI INVESTIMENTO SBAGLIATE

12-02-2020

 

Gli attacchi aerei statunitensi in Iraq hanno ucciso, qualche settimana fa, uno dei generali più potenti dell'Iran.

Nelle ultime settimane, invece, al centro delle preoccupazioni c’è il corona-virus.

Ma che si tratti di vicende belliche o di epidemie (o altri eventi obiettivamente imprevedibili) una vecchia regola, di moda sui mercati, vuole che gli investitori odino l’incertezza più di ogni altra cosa.

Proviamo a ragionare, per esempio, sulla minaccia della guerra che sicuramente è una delle situazioni a maggior grado di incertezza.

Dando un rapido sguardo al passato, non è per niente ovvia la relazione tra andamenti dei mercati e crisi belliche.

Nei sei mesi seguenti l'inizio della Prima Guerra Mondiale nel 1914, il Dow scese di oltre il 30%. Il mondo degli affari era praticamente in ginocchio, la liquidità del mercato quasi prosciugò e il mercato rimase chiuso per sei mesi (il periodo più lungo in assoluto). Compensando il tempo perduto, il Dow è aumentato di oltre l'88% nel 1915 dopo la sua riapertura, che rimane il più alto ritorno annuale registrato per il DJIA. In effetti, dall'inizio della guerra nel 1914 fino alla fine della guerra nel 1918, il Dow aumentò di oltre il 43% in totale (circa l'8,7% all'anno).

La Seconda Guerra Mondiale ebbe un risultato di mercato altrettanto controintuitivo. Hitler invase la Polonia il 1 ° settembre 1939, dando il via alla guerra. Il mercato statunitense riaprì il 5 settembre con il Dow che aumentò di quasi il 10% quel giorno. All’inizio del dicembre del 1941 ci fu l'attacco alla base navale americana a Pearl Harbor, alla riapertura delle contrattazioni il mercato perse il 2,9%, ma lo recuperò in meno di un mese. Le forze alleate invasero la Francia il 6 giugno 1944 (D-Day), e il mercato azionario praticamente non si mosse. Il Dow invece è aumentato di oltre il 5% nel mese successivo.

Dall'inizio della Seconda Guerra Mondiale nel 1939 fino alla fine del 1945, il Dow aumentò del 50%, più del 7% all'anno.

La guerra di Corea iniziò nell'estate del 1950 quando la Corea del Nord invase i territori a sud. Quel conflitto terminò nell'estate del 1953. In quel periodo il Dow è aumentato del 16% su base annua, quasi del 60% in totale.

Le truppe statunitensi furono inviate in Vietnam nel marzo del 1965. Il Dow concluse quell’anno con un aumento di quasi il 10%. Quando le ultime truppe statunitensi furono ritirate dal Vietnam nel 1973, il mercato azionario era aumentato di quasi il 43% in quel momento, poco meno del 5% all'anno.

La crisi missilistica cubana nell'ottobre del 1962, quando gli Stati Uniti e la Russia furono sul baratro della guerra nucleare. Lo scontro è durato 13 giorni. In quel periodo di due settimane, il Dow rimase sorprendentemente calmo, perdendo solo l'1,2%. Per il resto di quell'anno, il Dow guadagnò oltre il 10%.

L'attacco terroristico al suolo americano l'11 settembre 2001 ha provocato una discesa del mercato di quasi il 15% in meno di due settimane. A quel punto l'economia era già nel mezzo di una recessione e le azioni erano in caduta libera dallo scoppio della bolla delle dot-com. Ma nel giro di un paio di mesi, il mercato azionario recuperò tutte le perdite verificatesi dopo l'11 settembre.

Gli Stati Uniti hanno invaso l'Iraq nel marzo 2003. Le azioni sono aumentate del 2,3% il giorno seguente e hanno chiuso l'anno con un guadagno di oltre il 30% da quel momento in poi.

 

Conclusioni

È assai difficile prevedere come reagiranno i mercati ai momenti di crisi, qualunque essi siano: guerre, epidemie, crisi economiche, ecc. I ragionamenti e le emozioni più ovvie, solitamente, non aiutano a prendere decisioni di investimento corrette.

L’andamento dei mercati, semplicemente, non è prevedibile e risulta inutile, se non dannoso, spendere energie per tentare di anticipare i trend.

Conviene, come sempre, concentrare gli sforzi su quello che è sotto il nostro diretto controllo:

- Capacità di risparmio/investimento

- Tolleranza personale al rischio

- Obiettivi personali

- Asset allocation (azioni-obbligazioni)

 

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I mercati finanziari, tra previsioni ovvie e decisioni di investimento sbagliate (13.02.2020)



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