STUDIO ESMA - FONDI ATTIVI, PASSIVI ED ETF

28-11-2019

 

Uno studio dell’ESMA (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati) a livello UE conferma, ancora una volta, la superiorità della strategia di approccio cosiddetto passivo ai mercati (Fondi passivi ed Etf) rispetto alla strategia di approccio cosiddetto attivo (Fondi attivi).

Per chiarezza, i Fondi passivi azionari (FP) e gli Etf hanno come scopo quello di replicare nel modo più fedele possibile l’andamento del mercato di riferimento, indipendentemente dal suo andamento (e con tale “promessa semplice” vengono proposti e venduti).

I Fondi attivi azionari (FA), invece, hanno come scopo quello di battere il mercato di riferimento, indipendentemente dal suo andamento (e con tale “promessa migliorata” vengono proposti e venduti).

Semplificando, possiamo dire che la “promessa migliorata” di battere il mercato costa di più all’investitore (in termini di commissioni totali) rispetto alla “promessa semplice” di replicare il mercato.

La domanda, a questo punto, è molto semplice: alla prova dei fatti, all’investitore conviene pagare di più per comprare la “promessa migliorata”?

Stando ai risultati emersi dallo studio dell’ESMA (novembre 2019), sembra proprio di NO!

 

Ecco qualche dato interessante che emerge dallo studio:

1) Nell’UE, i FA rappresentano il 75% del mercato; FP ed Etf il 25%, ma in crescita.

2) I deflussi e flussi da e verso i FA sono molto più volatili che non quelli verso i FP/Etf.

3) Il rendimento netto medio (al netto dei costi) dei FA è inferiore a quello dei FP/Etf, attraverso vari orizzonti temporali.

4) I FA hanno avuto un rendimento netto medio inferiore rispetto al mercato in cui hanno investito (benchmark), attraverso vari orizzonti temporali.

5) Il “Top Club 25%”, cioè il miglior 25% dei FA (in termini di rendimento) ha avuto un rendimento netto medio più elevato rispetto ai FP/Etf e relativi benchmark, ma non nei periodi più lunghi (7 anni). Inoltre, il “Top Club 25%” non rimane costante del tempo, rendendo difficile per gli investitori scegliere di fare meglio dei FP/Etf. Infatti, i FA più performanti nell’ultimo anno, non sono necessariamente tra i più performanti negli anni precedenti. Ciò è importante, perché il sovra-rendimento passato di un FA non è necessariamente un fattore predittivo del futuro sovra-rendimento. Pertanto, gli investitori hanno una limitata opportunità di scegliere persistentemente i FA che battono il mercato. Vale la pena precisare che, invece, l’investitore ha una probabilità piuttosto alta (75%) di ottenere un rendimento inferiore a quello del mercato.

 

Riflessioni e Conclusioni

- Perché il 75% del mercato è ancora rappresentato da FA, dati gli scarsi risultati? Perché sono i prodotti più costosi che, quindi, più generosamente remunerano chi li vende. Naturalmente, a scapito degli investitori. Da parte loro, gli investitori, dovrebbero comunque informarsi meglio prima di comprare.

- Perché i flussi di entrata/uscita dai FA sono più volatili rispetto a quelli relativi ai FP/Etf? Da una parte, i frequenti movimenti dentro/fuori un fondo o tra fondi diversi generano laute commissioni per il venditore, e come tali vengono spesso consigliati. Dall’altra, l’investitore poco informato, nella ricerca senza fine del gestore e del rendimento migliore, è spinto a cambiare frequentemente prodotto e/o ad entrare/uscire frequentemente dai mercati. Tale comportamento porta inevitabilmente, alla lunga, ad una gestione assolutamente inefficiente dell’investimento. L’investitore più informato, invece, non è alla ricerca del rendimento/gestore migliore, quindi non ha né lo stimolo né la necessità di movimentare frequentemente il portafoglio.

- Perché i FA rendono meno dei FP/Etf? Costano troppo! La “promessa migliorata” (battere il mercato) non può essere mantenuta nel tempo.

- Perché il “Club Top 25%” non dura nel tempo? Perché il miglior rendimento rispetto al mercato, nella stragrande maggioranza dei casi, è dovuto al caso. Quindi il rendimento più alto non è dovuto alla maggior bravura del gestore, ma semplicemente al fatto che i fondi in questione investissero in un mercato che, in un particolare periodo di tempo, è cresciuto più degli altri. E, solitamente, i mercati che vanno bene oggi, andranno meno bene domani; e vale anche il contrario. Perciò il “Club Top 25%” cambia in continuazione ed è virtualmente impossibile capire quali saranno i migliori FA in futuro, a meno di non conoscere quali saranno i migliori mercati del futuro!

 

DUE SEMPLICI CONSIGLI PER I TUOI INVESTIMENTI

1) INDICIZZA IL TUO PORTAFOGLIO: cioè utilizza FP ed Etf; non FA

2) NON DIMENTICARTI DI INDICIZZARE IL TUO PORTAFOGLIO

 

(Link allo Studio dell'ESMA: https://www.esma.europa.eu/document/esma-report-trends-risks-and-vulnerabilities-no2-2019)

 

Leggi il documento in Pdf

Studio ESMA - Fondi Attivi, Passivi, Etf (29.11.2019)



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