TIRO ALLA FUNE BANCA-CLIENTE: CHI VINCE?

30-10-2019

 

Lo scopo ultimo dei clienti/investitori è contenere il più possibile i costi degli investimenti e il turnover del portafoglio, ma ciò minimizza il reddito del venditore di fondi” (William Bernstein)

Stesso interesse, quindi, ma direzioni opposte: massimizzare il rendimento degli investimenti per il cliente/investitore, massimizzare gli utili dell’intermediario per il venditore di fondi (infatti gli utili dell’intermediario, sono in gran parte i suoi).

In sostanza si tratta di un eterno “tiro alla fune”.

In termini più tecnici si parla di “conflitto di interessi”.

Ma nel tiro alla fune non tutti gli investitori gareggiano alle stesse condizioni. I campi di gara differiscono notevolmente a seconda della cittadinanza dell’investitore.

Poco tempo fa Morningstar è andata proprio a verificare come si svolgono le “gare di tiro alla fune” nei diversi paesi a livello mondiale. Nel suo lavoro (vedi link a pag. 2), dal titolo “Studio sull’esperienza dell’investitore globale”, vengono analizzate le migliori e le peggiori pratiche globali per i fondi comuni di investimento dal punto di vista dei sottoscrittori. Il primo capitolo dello studio riguarda “Costi e Oneri” ed è stato pubblicato il 17 settembre 2019. Ecco cosa è emerso a livello mondiale (di seguito riportiamo alcune sezioni dello Studio):

L’Australia, l’Olanda e gli USA sono i campi di gara migliori dove l’investitore è maggiormente avvantaggiato; Taiwan e Italia sono i campi peggiori dove l’investitore è più ostacolato. In altri termini, in paesi come gli USA possiamo dire che l’investitore e l’industria finanziaria se la giocano alla pari nel tiro alla fune; in Italia l’investitore tira da solo la corda e dall’altra parte…c’è un’intera squadra di campioni.

Campioni nel massimizzare gli utili per l’intermediario, a scapito del cliente.Infatti:

In Italia i costi medi dei fondi bilanciati, azionari e obbligazionari sono rispettivamente: 1,55%, 2,03% e 1,11%. Costi tra i più alti del mondo sviluppato.

A ciò si aggiunge uno scarso utilizzo degli Etf (Fondi a basso costo), a fronte di un loro utilizzo assai intenso in paesi come l’Olanda e gli USA, dove infatti i costi medi per l’investitore sono i più bassi.

La scarsa domanda di prodotti a basso costo in Italia è anche favorita dalla scarsissima diffusione della figura del consulente indipendente, pur essendo stato introdotto l’Albo a dicembre del 2018. In paesi come gli USA la tendenza è invece, ormai da diversi anni, quella di un trend discendente per i venditori di fondi e di un trend crescente per i consulenti indipendenti. Grazie anche al lavoro di questi (comunque pochi) professionisti, gli investitori beneficiano di un ambiente più favorevole in cui investire: maggiore trasparenza, efficienza, regolamentazione, concorrenza e consapevolezza.

Per la cronaca i venditori di fondi in Italia sono più di 50.000 e lavorano per il loro mandante (banca, SGR, ecc.), mentre i consulenti indipendenti sono poco più di un centinaio e lavorano per il loro mandante: IL CLIENTE.

Link allo “Studio sull’esperienza dell’investitore globale” di Morningstar: https://www.morningstar.com/lp/global-fund-investor-experience?utm_source=morningstar_int_inv_sites&utm_medium=referral&utm_campaign=articles&utm_content=gie_study

 

Leggi il documento in Pdf

Tiro alla fune (31.10.2019)



Iscriviti alla newsletter

Vuoi capire come funzionano i mercati finanziari?

Richiedi un contatto

Come possiamo aiutarti? *