L'ASCESA DELLE MACCHINE FINANZIARIE

08-10-2019

 

Il lavoro del mercato dei capitali è elaborare le informazioni in modo tale che i risparmi vadano ai migliori progetti e alle migliori aziende. Questo fa sembrare l’alta finanza una cosa semplice; in realtà è dinamica e tossica. Riflette un mondo che cambia. I mercati di oggi, per esempio, stanno cercando di farcela contro una guerra commerciale e i bassi tassi d’interesse. Ma riflettono anche i cambiamenti all’interno della finanza stessa, che reinventa costantemente sé stessa in una battaglia continua per guadagnarsi un vantaggio competitivo. L’ultima rivoluzione sta prendendo piede. Le macchine stanno prendendo il controllo degli investimenti, non solamente il lavoro costante di comprare e vendere attività finanziarie, ma anche le vette del comando del monitoraggio dell’economia e dell’allocazione del capitale.

Fondi gestiti dai computers che seguono regole stabilite dagli umani pesano per il 35% del mercato azionario americano, il 60% degli attivi istituzionali e il 60% dell’attività di trading. Nuovi programmi di intelligenza artificiale stanno scrivendo le proprie regole di investimento in modi che gli umani che li comandano riescono solo parzialmente a capire. Industrie che si occupano della consegna delle pizze a Hollywood vengono cambiate dalla tecnologia, ma la finanza ha un ruolo unico perché può esercitare il potere di voto sulle aziende, redistribuire la ricchezza e causare malesseri all’economia.

Dal momento che si occupa di grandi somme, la finanza ha sempre avuto a disposizione i soldi per adottare le novità prima degli altri. Il primo cavo transatlantico, completato nel 1866, portava i prezzi del cotone tra Liverpool e New York. Gli analisti di Wall Street sono stati tra i primi entusiasti dei fogli di calcolo come Excel, negli anni ’80. Da allora i computer hanno conquistato fasce crescenti dell’industria finanziaria. I primi ad andare sono stati i processi di esecuzione degli ordini di acquisto e di vendita. Se doveste visitare un recinto delle grida (scambi) oggi ascoltereste il ronzio dei server, non le urla dei traders. Il trading ad alta frequenza sfrutta piccole differenze nei prezzi di attività finanziarie simili, usando una raffica di transazioni.

Nell’ultimo decennio i computer si sono diplomati per gestire i portafogli. Gli ETF (exchange traded funds) e i fondi di investimento tracciano automaticamente gli indici delle azioni e delle obbligazioni. Nell’ultimo mese questi veicoli hanno 4,3 trilioni di dollari investiti nelle azioni americane, superando le somme gestite attivamente dagli umani per la prima volta. Una strategia conosciuta come smart-beta isola una caratteristica statistica, ad esempio la volatilità, e investe nelle attività finanziarie che ne sono caratterizzate. Una elite di hedge funds quantitativi, la maggior parte dei quali nella costa orientale degli USA, usa matematica complessa in “black box” (veicoli opachi) per investire circa un trilione di dollari. Man mano che le macchine si dimostrano utili nei mercati azionari e nei derivati cominciano a crescere anche nei mercati del debito.

Nel frattempo, i computer stanno guadagnando autonomia.Programmi software che utilizzano l’intelligenza artificiale stanno costruendo le proprie strategie senza bisogno di una guida umana.

Alcuni gestori di hedge funds sono scettici sull’intelligenza artificiale, tuttavia man mano che la capacità di calcolo aumenta aumentano anche le loro abilità.

E consideriamo il flusso delle informazioni, la linfa vitale dei mercati. I gestori di fondi leggono rapporti e incontrano le aziende sottostando a strette regole di insider trading e di riservatezza. Queste sono state istituite per controllare quello che è di pubblico dominio ed assicurare che tutti abbiano uguale accesso alle informazioni. Oggi però un flusso quasi infinito di nuovi dati e capacità di calcolo sta creando nuovi modi per gestire gli investimenti. Per esempio, alcuni fondi cercano di usare i satelliti per tracciare i parcheggi dei negozi e derivare i dati di inflazione dai siti di e-commerce. Alla fine, potrebbero avere informazioni più fresche sulle aziende perfino rispetto ai consigli di amministrazione.

Fino ad oggi la crescita dei computer ha democraticizzato la finanza riducendo i costi (non in Italia NDT). Un ETF tipico carica lo 0,1% all’anno, rispetto a circa l’1% di un fondo attivo. È possibile comprare un ETF al telefono. La continua guerra dei prezzi indica che i costi del trading sono collassati e i mercati sono più liquidi di sempre. Quando i rendimenti della maggior parte degli investimenti sono bassi come ora, tutto serve.

Tuttavia, l’era nascente della finanza dominata dalle macchine solleva delle preoccupazioni, ognuna delle quali può mettere in pericolo i benefici.

Una è la stabilità finanziaria. Gli investitori più anziani lamentano che i computer possono distorcere i prezzi delle attività finanziarie, man mano che gli algoritmi vanno alla ricerca di azioni con determinate caratteristiche e poi improvvisamente le vendono. Le autorità di controllo temono che la liquidità possa evaporare e i mercati crollare. Queste preoccupazioni possono essere eccessive, gli umani sono più che in grado di fare disastri già da soli, e i computer possono essere utili a gestire il rischio. In ogni caso una serie di “flash crashes” (crolli improvvisi) e di incidenti sono già capitati, compreso un crollo dei prezzi degli ETF nel 2010, un crollo della sterlina nell’ottobre 2016 e una flessione nei prezzi del debito in dicembre dell’anno scorso. Questi sommovimenti potrebbero diventare più frequenti e profondi man mano che i computer diventano più potenti.

Un’altra preoccupazione è come la finanza computerizzata possa concentrare la ricchezza. Dal momento che la performance si basa su maggiore capacità di elaborazione dati, quelli che possono potrebbero ottenere somme sproporzionate di soldi. Gli investitori “Quant” (che applicano metodologie quantistiche agli investimenti) sostengono che qualsiasi vantaggio competitivo possano ottenere, verrebbe rapidamente replicato dai mercati. In ogni caso alcuni fondi stanno pagando per ottenere diritti esclusivi ai dati. Immaginiamo, per esempio, che succederebbe se Amazon (il cui capo Jeff Bezos, abbia lavorato per un fondo Quant) iniziasse a comprare e vendere azioni usando le informazioni proprietarie sull’e-commerce, o JPMorgan Chase utilizzasse i suo dati interni sui flussi delle carte di credito per operare nel mercato dei titoli di stato. Questo tipo di conflitti ipotetici potrebbe rapidamente trasformarsi in reale.

Una preoccupazione finale sono le regole di gestione delle imprese. Per decenni i consigli di amministrazione sono stati votati e spodestati dai gestori di fondi su mandato dei loro clienti. Che succederebbe se le azioni di quelle aziende venissero gestite dai computer che sono agnostici, o peggio, sono stati programmati per seguire degli obiettivi precisi tipo ad esempio pagare un dividendo a tutti i costi?

Naturalmente gli umani possono sempre prevalere su questo. Per esempio, BlackRock, la più grande azienda di ETF, dà delle strette linee guida sulla strategia e la politica ambientale. Ma questo solleva i suoi peculiari problemi: se le attività finanziarie fluiscono a pochi grandi gestori di fondi con economie di scala questi avranno un potere sproporzionato di voto sull’economia.

Ehi Siri, puoi investire i miei risparmi?

Le grandi innovazioni finanziarie sono inarrestabili, ma spesso portano a crisi. Nel 18mo secolo le prime società per azioni diedero luogo a delle bolle prima di arrivare alle grandi aziende del 19mo secolo. La cartolarizzazione ha causato il disastro dei subprime ma oggi è uno strumento importante per spalmare il rischio.

I principi fondamentali di una buona regolazione dei mercati sono eterni:

- trattamento uguale di tutti i clienti

- uguale accesso alle informazioni

- promozione della concorrenza.

Comunque, la rivoluzione dei computer fa sembrare le regole come terribilmente datate. Gli investitori umani potrebbero presto scoprire di non essere più i ragazzi “più svegli nella stanza”.

 

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L'ascesa delle macchine finanziarie (09.10.2019)



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