Cosa Facciamo



RUMORE DI FONDO

Commentatori televisivi, giornalisti finanziari, analisti e strateghi del mercato parlano oltre misura l’uno sull’altro, tutti in gara per accaparrarsi l’attenzione degli investitori. Internet è una meraviglia della moderna informazione, su questo siamo tutti d’accordo, ma ha anche dato libero accesso, o forse dovrei dire che ha messo a disposizione, una piattaforma gratuita a chiunque abbia un’opinione finanziaria: il risultato è che ci troviamo a galleggiare in un’inondazione di indicazioni e consigli
(“Il metodo Warren Buffett” di Robert G. Hagstrom – Hoepli)




All’inizio del 2017 la Banca d’Italia ha condotto un sondaggio allo scopo di verificare le competenze finanziarie tra gli italiani adulti usando un questionario dell’OECD-INFE (International Survey of Adult Financial Literacy Competencies). Il lavoro analizza il livello di competenze finanziarie degli adulti in Italia e lo mette a confronto con quello degli altri paesi G20.

Le competenze finanziarie degli adulti in Italia sono molto basse nel confronto internazionale, soprattutto per ciò che attiene alla conoscenza dei concetti finanziari di base e alla adozione di comportamenti adeguati nella gestione delle risorse. Il livello modesto di cultura finanziaria non è spiegabile solo dal minore grado di istruzione o da altre caratteristiche socio-demografiche che penalizzano l'Italia rispetto agli altri paesi.

Il lavoro è consultabile al seguente indirizzo.




PUNTI CHIAVE

1) Il livello generale dell’alfabetizzazione finanziaria è uno dei più bassi tra i Paesi del G20.

2) Gli italiani hanno particolare difficoltà con la conoscenza dei concetti economici di base e hanno meno probabilità di mettere in pratica buone abitudini finanziarie, come la stesura di un budget familiare (il 63% dei nostri connazionali non possiede le conoscenze finanziarie di base)

3) L’alfabetizzazione finanziaria è particolarmente bassa tra i meno istruiti, tra gli anziani e tra le donne.

4) Il 66% degli italiani oggetto dell’indagine ha saputo leggere correttamente un estratto conto bancario, è stata in grado di calcolare le variazioni del proprio potere d’acquisto ed ha saputo riconoscere diverse tipologie di mutuo.

5) Il 45% ha capito quali sono i vantaggi di diversificare i propri investimenti.

6) Il 33% circa ha saputo identificare le differenze di rischio tra azioni ed obbligazioni.

7) Poco più del 40% degli italiani ha saputo spiegare concetti basilari come inflazione e rapporto tra rischio e rendimento di un investimento.

8) In Italia è poco diffusa la previdenza complementare perché gli italiani ne ignorano i meccanismi di base (es. relazione tra contributi ed andamento dei mercati) e i vantaggi (es. agevolazioni fiscali).

9) Comunque, gli italiani sembrano essere consapevoli di queste debolezze.


MA LA CONSAPEVOLEZZA NON BASTA.
È NECESSARIO SAPERE IN CHE DIREZIONE ANDARE. QUALCHE UTILE INDICAZIONE GENERALE SU COME AFFRONTARE I MERCATI FINANZIARI




I costi fanno la differenza tra un investimento di successo e un fallimento (Cit. John C. Bogle)

L’effetto dei costi è come una valanga: all’inizio sembra non muoversi nulla poi, quando ormai è troppo tardi, diventa inarrestabile. Il grafico qui sotto confronta due investimenti con il medesimo rendimento medio annuo, ma con costi differenti. La differenza, via via che passa il tempo, è drammatica.


(fonte: The litlle book of common sense investing - John C. Bogle)

Dopo appena 1 anno, il 70% dei gestori dei Fondi Comuni hanno un rendimento più basso del mercato; dopo 5 anni l’85% dei gestori fa peggio del mercato; dopo 10 anni il 91%...e via di peggio in peggio! Con l’ulteriore, ovvia, complicazione che non si possono conoscere in anticipo i gestori migliori e quelli peggiori.

Quindi la probabilità di selezionare i Fondi Comuni migliori è bassissima!


(fonte: The litlle book of common sense investing - John C. Bogle)
  • Non ascoltare le “sirene” della Banca, SIM o Assicurazione!
  • Non seguire le mode comprando il prodotto del momento!
  • Le promesse che ti vengono fatte ogni giorno dai “professionisti del risparmio” hanno (alla meglio) una scarsissima probabilità di realizzarsi!
  • I prodotti che ti vengono proposti fanno l’interesse di chi li vende, non il tuo!


SOLUZIONE = L’INVESTIMENTO INDICIZZATO

  • Costruisci il tuo portafoglio con prodotti come Etf o Fondi-Indice, facendo molta attenzione a quali scegli.
  • Paga i costi più bassi possibile
  • Assolutamente consigliabile per qualunque investitore, sia per le azioni che per le obbligazioni.

RISULTATO

Dopo qualche anno, i tuoi rendimenti saranno superiori a quelli dei “gestori professionisti”!

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