Riferimenti normativi


Ben pochi sono consapevoli dell’esistenza anche in Italia della professione di Consulente Finanziario Indipendente (CFI), una figura già da tempo presente nei Paesi anglosassoni.

Normativa pre-Mifid (1996 – 2007)

Il legislatore italiano nel 1996 [1] approva la liberalizzazione dell’attività di “consulenza in materia di investimenti in strumenti finanziari”, che diviene esercitabile sia in forma individuale che in forma societaria.

La Consob procede ad emanare una normativa [2] per distinguere l’attività di consulenza finanziaria da quella di promozione finanziaria (vendita).

In particolare, secondo la CONSOB si definisce “consulenza finanziaria” l’attività professionale svolta nel rispetto delle seguenti caratteristiche:
– remunerazione a parcella (“…l’unica remunerazione percepita sia quella ad esso pagata dal Cliente nel cui interesse il servizio è prestato…”),
– assenza di provvigioni sulle operazioni consigliate (“…la posizione di strutturale indipendenza rispetto ai consigli di investimento forniti…”),
– nessun legame con alcun Intermediario (“…inesistenza di vincoli circa gli investimenti da consigliare…”).

La CONSOB sostiene che “siffatta neutralità non si rinviene nella posizione del Promotore Finanziario o della Banca, che si preoccupa non già di illustrare in generale le caratteristiche del prodotto, quanto di consigliare talune precise operazioni, avendo un interesse proprio all’effettuazione degli investimenti promossi [3].
Per questo motivo, anche prima dell’entrata in vigore della normativa MIFID la figura del Consulente Finanziario era riconosciuta come distinta e sostanzialmente differente da quella del Promotore Finanziario, o da simili attività di Private Banking, svolte da Banche e SIM (che si configuravano invece come attività di vendita di prodotti finanziari).

Normativa MIFID
Nel 2007 viene recepita [4] la Direttiva Europea MIFID (Market and Financial Instruments Directive).

In sostanza:
– si definisce la consulenza come “la prestazione di raccomandazioni personalizzate a un cliente, dietro sua richiesta o per iniziativa del prestatore del servizio, riguardo a una o più operazioni relative ad un determinato strumento finanziario. La raccomandazione è personalizzata quando è presentata come adatta per il cliente o è basata sulla considerazione delle caratteristiche del cliente” [5].
– la consulenza viene ricompresa tra i “servizi di investimento” che possono essere prestati solo da soggetti autorizzati
– viene istituita la figura del Consulente Finanziario Indipendente [6], definito come il professionista che “presta consulenza in materia di investimenti, senza detenere somme di denaro o strumenti finanziari di pertinenza dei clienti”.
– viene prevista la costituzione di un Albo, vengono stabiliti precisi requisiti patrimoniali, di onorabilità e di indipendenza, nonché regole per lo svolgimento della professione [7].

[1] d.lgs. 23 luglio 1996 n°415 (che recepiva la Direttiva 1993/22/CEE).
[2] cfr. comunicazione Consob n° DI/98080597 del 14/10/1998 e successive
[3] cfr. comunicazione Consob n° DIN/64619 del 29/8/2000.
[4] d.lgs. 164/2007, che recepisce la Direttiva 2004/39 MIFID ed aggiorna il Testo Unico della Finanza (T.U.F., d.lgs 58/1998)
[5] T.U.F., art. 1 comma 5-septies
[6] T.U.F., art. 18-bis e 18-ter
[7] nelle more della costituzione dell’Albo, viene stabilità una disciplina transitoria fino al 31/12/2010

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