TRADUZIONE DI UN ARTICOLO DELL'ECONOMIST SULLE CARATTERISTICHE DELLE AZIENDE MONDIALI

21-11-2018

 

Competition is withering on both sides of the Atlantic

Profits are rising as the market shares of giant firms grow

 

La competizione sta appassendo da ambo i lati dell’Atlantico

I profitti salgono mentre sale la quota di mercato delle aziende giganti

 

 

 

Dal 1978 i profitti totali delle aziende americane sono passati dal 1,9% del PIL (GDP) al 4,5%. Nonostante questo aumento sia stato una manna per gli azionisti, esso potrebbe riflettere un minor dinamismo in molti settori importanti dell’economia.

Tre differenti misure statistiche suggeriscono che ci sono buoni motivi per preoccuparsi.

Anzitutto prendiamo la concentrazione. Il numero va trattato con cautela, ma tra il 1997 e il 2012 è cresciuto in due terzi dei circa 900 settori industriali, con una media di quota di mercato pesata delle prime 4 aziende cresciuta dal 26% al 32%. È continuata a crescere nel 2012-2014. Un decimo dell’economia è fatto da aziende, dove le prime quattro hanno più di due terzi del mercato.I profitti sono alti in un modo anormale.

Una buona misura è il flusso di cassa libero delle aziende. Questo è sopra del 76% rispetto alla media degli ultimi 50 anni rispetto al PIL. Ci sono settori dove i profitti e i prezzi sono alti rispetto ad altri paesi e questi comprendono le linee aeree, le carte di credito, le telecomunicazioni, la distribuzione farmaceutica e il controllo del credito. Come chiunque si sia stretto in un vecchio sedile in classe economica sa, queste aziende sono chiaramente indietro rispetto al resto del mondo. Spesso questo è dovuto a una regolamentazione pesante.

Per quanto riguarda l’apertura dell’economia l’America è ancora il maggior centro di innovazione al mondo. Spende 450 miliardi di dollari all’anno in Ricerca e Sviluppo, più della Cina e più di Europa, Giappone e Corea del Sud messe insieme. Ma la concorrenza è poca: delle aziende quotate che facevano un risultato veramente elevato nel 1997 il 50% continua a farlo nel 2017 (senza contare l’avviamento).

Nascono sempre meno nuove aziende. 

L’apertura dell’America al mondo si è fermata, con gli scambi in percentuale del PIL che sta scendendo stabilmente dal 2011 e il livello di produzione delle aziende straniere, con filiali in America, stagnante. Le aziende europee più importanti tendono ad essere più piccole e più orientate all’estero di quanto lo siano le loro omologhe americane.

Nonostante questo, anche in Europa il livello di concentrazione sta salendo. Un prossimo studio di Chiara Criscuolo e di colleghi dell’OCSE (un gruppo di nazioni ricche) indica che la quota di mercato media delle prime quattro aziende è salita di tre punti percentuali dal 2000, quasi metà della crescita americana. Il flusso di cassa libero delle aziende non finanziarie, in percentuale del PIL è del 18% sopra la sua media negli ultimi 20 anni. Un’azienda molto profittevole nel 1997 ha il 46% di probabilità di essere ancora molto profittevole nel 2017.

Come l’America, l’Europa ha sofferto un declino nel numero delle nuove aziende. È debole nell’innovazione, spendendo meno di metà di quanto spende l’America in Ricerca e Sviluppo in termini assoluti. I risultati sono migliori nel commercio e negli scambi internazionali, che sono aumentati un po’ rispetto al PIL dal 2007.

 

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Traduzione di un articolo dell'Economist sulle caratteristiche delle aziende mondiali (22.11.2018)

 



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