TRADUZIONE DI UN ARTICOLO DELL'ECONOMIST SUI NUOVI MODI DI FINANZIARE LE STARTUP

01-10-2018

 

Le nuove aziende americane hanno meno bisogno di quotarsi sul mercato azionario

Dall’Economist del 29 09 2018

 

Qualsiasi sia la vostra idea sulle antiche passioni di Elon Musk, una cosa sembra chiara. Sembra pentito di aver portato Tesla, il produttore di auto elettriche di cui lui è il boss, alla quotazione in Borsa.

Tanto per ricapitolare: in agosto il signor Musk ha annunciato di aver trovato i finanziamenti per far tornare privata Tesla (delistandola dalla Borsa). Gli alti e bassi nei prezzi di borsa sono una distrazione per il management, ha spiegato. L’obbligo di rappresentare gli utili ogni trimestre spinge a fissarsi sul breve termine e questo potrebbe incidere negativamente sulla salute a lungo termine dell’azienda. In più essere quotata rende Tesla una possibile preda per i venditori al ribasso. Il prezzo di Tesla è schizzato e i ribassisti hanno perso soldi. Poi è venuto fuori che i soldi per ricomprare le azioni sul mercato non erano così certi come aveva sostenuto Musk. Dopo un po’ il consiglio di amministrazione ha confermato che l’azienda non sarebbe stata delistata. Le azioni sono crollate. L’azienda ora è sotto indagine per possibile frode finanziaria.

Qualsiasi possano essere le conseguenze più ampie, Musk ha ottenuto un risultato. Ha posto nuova attenzione a vecchi brontolamenti sui mercati azionari.

Il numero di aziende quotate in America è in declino da molto tempo (vedi il grafico).

 

Le riflessioni di Musk possono sembrare specifiche, ma sono in realtà parte di una spiegazione più generale per questo trend.

La burocrazia, l’informativa continua, l’attenzione pubblica costante, tutto ha reso troppo alti i costi di diventare una azienda quotata. Ma queste in realtà non sono le vere cause. Il vero motivo per cui le startup non diventano aziende quotate è che molte di esse non ne hanno più bisogno.

In parte questo riflette i cambiamenti dal lato dell’offerta dei mercati di capitale.

Nel 1990 gli specialisti in venture-capital erano praticamente l’unica opzione per le startup che cercavano soldi per finanziare la propria espansione. Oggi ci sono grandi bacini di soldi privati che possono essere attivati. “C’è un volume di soldi disponibile prima delle IPO (offerta pubblica iniziale) che non esisteva prima” afferma Philip Drury, responsabile dei mercati dei capitali in Europa per Citigroup. Le aziende di private equity sono sedute su montagne di soldi. I Fondi Sovrani hanno voglia di impiegare capitali in nuove aziende, non ancora quotate. Allo stesso modo gli hedge fund, i family office e perfino i fondi pensione.

Questo cambiamento può essere ricondotto alla deregolamentazione.

Una legge del 1996 ha reso più facile istituire degli strumenti di investimento di investitori privati. Uno studio di Michael Ewen e Joan Farre-Mensa, due accademici, ha scoperto che la disponibilità di capitale di “fase ritardata” (ovvero capitale che va alle startup, quattro o più anni dopo il loro primo finanziamento) è aumentata di molto subito dopo la legislazione. Nel 1990 la maggior parte delle nuove aziende che cercavano 150 milioni di dollari o più dovevano raccoglierle attraverso un IPO. Adesso questi importi vengono raccolti privatamente.

Capitalismo leggero (con poco capitale).

Anche il lato della domanda dei mercati dei capitali è cambiato.

Nei giorni gloriosi della Borsa, l’azienda quotata tipicamente era un’azienda ad alta intensità di capitale, una ferrovia, un’azienda produttiva o una catena di negozi. Queste aziende necessitavano di grandi capitali per investire in terreni, palazzi, impianti ed attrezzature. Perfino i ricchissimi non riuscivano a finanziare aziende di questa scala. Le imprese erano o troppo grandi o troppo rischiose.

Oggi il valore delle nuove aziende è più nelle idee che non negli investimenti fissi. Le nuove aziende, e in particolar modo le aziende tecnologiche, hanno meno bisogno di capitale per partire e per crescere rispetto a quanto avessero un tempo. I blocchi costitutivi dei siti web o delle app per gli smartphone sono disponibili gratuitamente come codice open source. La potenza di calcolo e lo spazio di archiviazione digitale possono essere presi in affitto. È emersa un’industria per aiutare le startup a raffinare e mettere sul mercato le idee di business. È anche molto meno costoso espandere un business basato su un’idea rispetto ad uno basato su capacità fisica. Il software può essere copiato praticamente a costo zero. Questo non vale per le aziende e i magazzini.

Le startup necessitano di meno capitale e hanno maggiori opzioni per raccoglierlo man mano che crescono. Scelgono sempre di più denaro privato. Questo non solo perché è più rapidamente disponibile. È anche perché il capitale privato è più adatto alle aziende ricche di idee, affermano Craig Doidge, Kathleen Kahle, Andrew Karolyi e René Stulz, in un altro recente studio. Le aziende quotate sono obbligate a rendere pubblico come stanno usando il proprio capitale. Questo va bene per un’azienda con tanti asset fissi. Per esempio, spendere in un nuovo impianto può aumentare il valore dell’azienda. Ma quando un’azienda di idee rende pubblici i propri piani di investimento dà via i dettagli dei propri piani di business ai rivali. Sicuramente va meglio a cercare soldi da un gruppo selezionato e ristretto di investitori privati.

C’è ancora posto per le IPO. Tante aziende con asset pesanti hanno ancora bisogno di capitale. Sempre più aziende di questo tipo si trovano fuori dall’America e il loro numero sta ancora crescendo. Ma per molte aziende tecnologiche una IPO è il modo per i fondatori di portare a casa dei soldi o per creare azioni da scambiare per acquistare altre aziende. La forza negoziale sta cambiando. Un tempo i fornitori di capitale avevano la meglio. Oggi hanno la meglio gli utilizzatori del capitale. Il signor Musk, un mago della finanza, guarda avanti con invidia.

 

Scarica il documento in Pdf

Traduzione di un articolo dell'Economist sui nuovi modi di finanziare le startup (02.10.2018)



Iscriviti alla newsletter

Cerchi consigli utili per i tuoi investimenti?

Richiedi un contatto

Come possiamo aiutarti? *