TRADUZIONE DI UN ARTICOLO DEL FINANCIAL TIMES SULL'AUTOMAZIONE NEL SETTORE BANCARIO

14-06-2018

 

NOSTRA PREMESSA

Molto interessante in generale la discussione sull’impatto della tecnologia sui lavori e i lavoratori del futuro, con le inevitabili attuali interrogativi sui percorsi formativi ideali (scolastici e non).

Per quanto riguarda in particolare il mondo degli investimenti finanziari in Italia, disponiamo di due punti fermi:

- La quasi totalità (circa il 96%) dei Fondi Comuni disponibili, non è in grado di fare meglio del mercato in cui investe.

- Almeno i tre quarti delle commissioni pagate dai clienti dei Fondi Comuni, vanno a remunerare la forza vendita (promotori); il restante quarto va a remunerare la vera e propria gestione, cioè quello che dovrebbe generare plusvalore per il cliente.

 

CONSEGUENZE

- A questo punto la scelta più razionale, per la quasi totalità degli investitori, è quella di “lasciar fare alla tecnologia”: eliminati i rischi della selezione dei titoli e della scelta del gestore (Fondo), rimane solo il rischio del mercato. La conseguenza logica è rappresentata dall’acquisto di un Fondo Indice (o di un suo surrogato: gli Etf), i cui costi rappresentano una minima frazione rispetto a quelli applicati dai Fondi Comuni (fino a un decimo). Nei Fondi Indice, neanche a dirlo, L’AUTOMAZIONE LA FA DA PADRONE.

- Almeno i tre quarti dei costi a carico dei clienti sono, non solo evitabili ma sostanzialmente inutili, perciò eliminabili.

 

LA SCOMODA POSIZIONE DELL'INVESTITORE ITALIANO 

Per il momento il mercato dei Fondi Indice (per es. i prodotti forniti dalla società The Vanguard Group) è sostanzialmente precluso per l’investitore italiano. Tali prodotti sono proposti, eventualmente, solo all’interno di strutture più complesse (per es. gestioni patrimoniali), ma a questo punto i costi che sono usciti dalla porta, rientrano dalla finestra. I motivi della resistenza degli operatori italiani sono facilmente immaginabili.

 

LA NOSTRA CONSULENZA FINANZIARIA INDIPENDENTE

Noi di Tiche consigliamo da sempre di abbandonare i Fondi Comuni a favore degli Etf, auspicando nel frattempo che anche in Italia, la limitazione riguardante i Fondi Indice possa essere rimossa al più presto a vantaggio di tutti.

L’esperienza accumulata in moltissimi anni di attività ci consiglia inoltre di prendere in considerazione un’altra l’opportunità, soprattutto sulla parte azionaria. Quella di costruire portafogli ad hoc.

Intendiamo:

- Portafogli costituiti in media da 20-25 azioni, selezionate con rigidi criteri basati sui bilanci aziendali (“value investing”).

- Monitoraggio costante

- Confronto costante con gli indici di mercato

- Rotazione del portafoglio ridotta all’osso (costi bassissimi).

 

I risultati conseguiti negli ultimi 10 anni ci autorizzano a suggerire con convinzione tale metodo di investimento ad investitori con medio-alta propensione al rischio e con la necessaria dose di audacia, ambizione, nervi saldi e pazienza.

 

 

Financial Times 11.06.2018

Investment Banking Citi issues stark warning on automation of bank jobs. Investment banking leaders eye future in which machines take over “lwer-value tasks”.

Citigroup emette un forte avvertimento sull’automazione del lavoro bancario. I leader delle banche di investimento guardano ad un futuro in cui le macchine prenderanno il sopravvento sui compiti di basso valore.

 

La banca di investimento Citigroup ha fatto capire che licenzierà metà dei suoi 20.000 dipendenti dell’area tecnologica ed esecutiva nei prossimi cinque anni, via via che le macchine sostituiranno gli uomini ad un ritmo sempre più veloce.

La previsione fatte da Jamie Forese, presidente di Citigroup e amministratore della sezione dei clienti istituzionali della banca, è stata la più aspra tra quelle raccolte in una seria di interviste del Financial Times ai presidenti delle banche di investimento, in occasione del decimo anniversario della crisi finanziaria.

Mr. Forese ha detto che le posizioni esecutive, che occupano quasi i due quinti dei dipendenti di Citigroup, sono “le più adatte al lavoro delle macchine”. “Abbiamo 20.000 ruoli esecutivi. Nei prossimi 5 anni potrebbero essere 10.000?” ha aggiunto, commentando le dichiarazioni dell’amministratore di Deutsche Bank John Cryan, che ha affermato che metà della forza lavoro delle banche tedesche potrebbe essere sostituita dalla tecnologia.

Se replicato in tutta l’industria, le perdite potenziali di posti di lavoro potrebbero rappresentare un taglio ancora più profondo di quello già avuto nel periodo 2007-2017, quando 60.000 posti di lavoro sono stati tagliati tra le prime otto banche di investimento del mondo, secondo una ricerca del Financial Times. Due delle prime dieci banche di investimento non erano incluse nella ricerca. Citigroup perché i dati non erano disponibili; Bank of America perché la fusione con Merrill Lynch nel 2008 ha reso impossibile il confronto con la situazione pre-crisi.

Tim Throsby, presidente della banca di investimento Barclays, ha detto che il futuro vedrà un numero inferiore di dipendenti che creeranno più soldi, mentre le macchine sostituiranno i “compiti di basso valore”. “Se il tuo lavoro prevede molta battitura di tastiera, allora avrai una probabilità inferiore di avere un futuro felice” ha aggiunto.

Richard Gnodde, direttore di Goldman Sachs International, ha detto: “Ci sono tante funzioni oggi che la tecnologia ha già rimpiazzato e non vedo perché questo percorso dovrebbe finire presto”.

Non tutti i presidenti delle banche di investimento vedono ancora molto spazio per i tagli.

Samir Assaf di HSBC ha detto che “non c’era ancora molto da tagliare” nello staff della banca a causa della sostituzione tecnologica. “Abbiamo raggiunto un punto, dal punto di vista del risk-management, dove non puoi tagliare ancora. Penso che ci potrà forse essere un altro 5-10% da tagliare da adesso ai prossimi 5 anni.

Mr. Gnodde ha sottolineato che la tecnologia può creare nuove opportunità di business e in definitiva nuovi posti di lavoro, come fa la nuova nata Marcus Bank di Goldman Sachs specializzata nella sola offerta online.

Mr. Forese ha detto che la sua banca assumerà in altre aree come le vendite e la ricerca. “Quello che le persone fanno, il tipo di lavoro che viene svolto da una persona piuttosto che da una macchina, cambierà” ha aggiunto.

 

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Traduzione di un articolo del Financial Times sull'automazione nel settore bancario (14.06.2018)



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