AGGIORNAMENTO SULLA VOLATILITA'

10-04-2018

 

Sulla volatilità già abbiamo già scritto in precedenza (vedi “Capire meglio i mercati finanziari – Aggiornamento sulla volatilità” del 24.05.2017: http://www.tiche.net/consulenza-finanziaria-indipendente-news/67/capire-meglio-i-mercati-finanziari-ae-aggiornamento-sulla-volatilitno).

Oggi vale la pena mettere in relazione il grafico della “paura sui mercati” (la volatilità appunto misurata con l’indice VIX) con l’andamento dell’indice azionario del mercato americano.

 

Nel primo grafico sotto:

- in blu scuro la volatilità (VIX),

- in arancione la variazione mensile dello stesso indice, ovvero quanto varia ogni giorno l’indice azionario, rispetto al mese precedente.

 

Nel secondo grafico sotto:

- in celeste l’andamento dell’indice azionario americano principale, lo S&P 500

- in arancione l’andamento del PIL (Prodotto Interno Lordo) statunitense (scala a destra)

È immediatamente percepibile che ad ogni variazione consistente del VIX corrisponda un altrettanto consistente variazione (al ribasso) dell’indice di borsa, con un trend comunque che negli ultimi 28 anni è stato crescente se si esclude la crisi del 2008 (l’indice è quasi raddoppiato).

La variazione della borsa ad un mese si comporta diversamente, mantenendosi intorno ad una media mensile dello 0,79% di crescita (sul mese precedente) per tutto il periodo, che presenta però variazioni anche consistenti nei momenti di elevata volatilità: si va dal -26% sul mese precedente di ottobre 2008 al +18% sul mese precedente di aprile 2009.

In realtà, nel tempo, l’indice di Borsa ovvero la valutazione che i mercati danno delle aziende quotate segue, anche se con esagerazioni al rialzo e al ribasso, la crescita della capacità di produrre di più, che ogni anno viene misurata dal PIL.

Diventa fondamentale quindi, per l’investitore consapevole, avere degli strumenti di misura di questi fenomeni, in modo da poter capire in quale situazione di mercato di si trova e non lasciarsi trarre in inganno dall’emotività che spesso gioca un ruolo importante nelle scelte.

Nel 2000 il nostro metodo di investimento (selezione dei titoli azionari) selezionava solamente 6 titoli come potenzialmente interessanti. Ad inizio 2009 ne evidenziava 120, e guardano il grafico non riesce difficile a posteriori capire perché.

 

Conseguenze per l’investitore consapevole

Ne consegue che, secondo noi, questo momento va visto come un’ottima occasione per approfittare del calo dei prezzi nei mercati azionari. In teoria è possibile che ci troviamo di fronte ad una crisi come quella del 2008 e del 1929, ma questo non sembra confermato dalla situazione congiunturale e dalla politica monetaria delle Banche Centrali. Per quanto non vadano assolutamente esclusi ulteriori correzioni del mercato, esistono già le condizioni per approfittare di questo livello dei prezzi.

 

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Aggiornamento sulla volatilità (10.04.2018)



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