Ancora sui costi dei prodotti finanziari e l'effetto a lungo termine

06-03-2018

 

Riprendiamo quanto scritto la scorsa settimana riguardo al dei “fardello dei costi” sul portafoglio investimenti.

Proponiamo oggi quanto scritto da Lars Kroijer nel suo “Investing demystified” (Financial Times Publishing). Kroijer si è laureato all’Università di Harvard, MBA alla Harvard School, ha lavorato in numerose società di investimento, ha gestito hedge-fund ed attualmente è nel consiglio di amministrazione di diversi hedge-fund con base a Londra, Hong Kong e Copenhagen.

La premessa fondamentale del suo libro (di cui consigliamo vivamente la lettura) è quella di non cercare di battere il mercato, ma limitarsi alla costruzione di quello che chiama il “portafoglio razionale” per l’”investitore razionale”.

Il “portafoglio razionale” è quello che ha buone probabilità di ottenere i migliori risultati possibili, per ogni livello di rischio.

L’”investitore razionale” è quello che è consapevole dei suoi limiti, si informa, ha aspettative giuste e possiede una giusta dose di pazienza.

Lo scopo principale del suo libro, condensando le attuali migliori teorie sugli investimenti, è quello di dare consigli pratici per la costruzione di un portafoglio che, come dice lui, permetta di “investire senza speculazioni e senza perdere il sonno”.

In modo assai ironico ammette: “un gestore di hedge-fund che scrive un libro sugli investimenti che non hanno la pretesa di battere il mercato, è come un prete che scrive una guida all’ateismo”.

Uno dei punti fondamentali per ottenere un “portafoglio razionale” è quello del contenimento dei costi di gestione.

Molti hedge-fund hanno costi annui tra l’1,5% e il 2% più un 20% del sovra-rendimento (rispetto ad un determinato indice), più altri costi accessori (non così lontani, peraltro, dai costi di molti fondi comuni azionari italiani).

Kroijer immagina (e calcola) di applicare la struttura di costi tipica degli hedge-fund al portafoglio del più famoso e ricco investitore vivente: Warren Buffett.

Il grafico sotto riporta la differenza tra il risultato della sua società di investimenti (nero), la celeberrima Berkshire Hathaway, e il risultato che rimarrebbe, al netto dei tipici costi applicati dalla media degli hedge-fund (grigio).

Risultato: nemmeno il più bravo del mondo si salverebbe dalla scure dei costi! Cosa succederebbe ai gestori un po' meno bravi?

 

 

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Ancora sui costi dei prodotti finanziari (07.03.2018)

 



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