Breve riflessione sui titoli petroliferi

16-01-2018

Recentemente il Fondo statale norvegese, che proprio dalla vendita del petrolio deve la sua ricchezza, ha deciso di diminuire drasticamente gli investimenti diretti in aziende petrolifere a livello mondiale. Ha chiaramente comunicato che tale decisione non è assolutamente legata ad una previsione riguardo all’andamento futuro del prezzo del petrolio, ma esclusivamente dettata dalla volontà di rendere la ricchezza del Fondo sovrano il più possibile stabile e indipendente dall’andamento del prezzo del petrolio a lungo termine.

Molto interessante è un grafico pubblicato in occasione di questo annuncio.

In un periodo di quasi 50 anni, sono messi a confronto l’andamento delle azioni mondiali (in rosso) e delle azioni del settore petrolifero (in giallo). In azzurro chiaro il differenziale tra i due mercati.

Chiaramente, solo in periodi molto particolari, cioè negli ultimi anni ’70 e negli ultimi anni ’00, l’investimento in aziende petrolifere ha generato un ritorno superiore a quello del mercato in generale. Entrambi i periodi sono stati caratterizzati da aumenti enormi del prezzo del petrolio.

In tutti gli altri lunghi periodi, l’investimento in aziende petrolifere non ha generato alcun ritorno superiore alla media del mercato in generale (che comprende tutti i settori).

Con questa ed altre considerazioni, il Fondo norvegese ha preso la storica decisione di uscire in buona parte dal settore petrolifero; proprio perché si tratta di un settore che genera ritorni superiori alla media solo in condizioni particolarissime.

 

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Breve riflessione sui titoli petroliferi (16.01.2018)



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