BITCOIN E DINTORNI

12-12-2017

 

Alcune brevissime riflessioni su Bitcoin

1) La tecnologia (blockchain) che sta alla base delle cosiddette cripto-monete è molto interessante e quasi sicuramente avrà un futuro, anche se oggi è difficile dire quale esattamente. Vale il parallelo con un’altra tecnologia che con il tempo si è dimostrata rivoluzionaria: Internet. Ma se vale tale accostamento, ricordiamo che nel periodo 1995-1999 il “must” erano tutte le aziende “.com”. Internet (come tecnologia) è sopravvissuta e si è sviluppata, mentre la stragrande maggioranza delle aziende “.com” dell’epoca sono fallite.

2) Se la tecnologia è interessante, qualche dubbio sorge riguardo a tutte le attività che lucrano sulla vendita dei Bitcoin, che stanno fiorendo ad un ritmo esponenziale. La “strana” caratteristica di queste iniziative commerciali è che tutti (ma proprio tutti) ci guadagnano.

3) Ogni valuta universalmente accettata ha come prima caratteristica quelle della “convertibilità”: in ogni istante può essere scambiata (comprata o venduta) con altre monete. Ad oggi, per quanto riguarda Bitcoin, siamo sostanzialmente di fronte ad un “senso unico”: per esempio, con gli euro posso comprare Bitcoin, ma è decisamente molto meno scontato il contrario. Segnaliamo che negli ultimi giorni anche in Italia si sono visti i primi punti “Compro-Euro”, in cambio di Bitcoin. Ma dove sono i “Compro-Bitcoin”?

4) A breve nasceranno molti strumenti derivati sul Bitcoin: futures (proprio in questi giorni sono partite le contrattazioni), derivati, etf, ecc. Molto probabilmente questo porterà altra benzina per le cripto-valute, ma aumenterà ulteriormente l’ampiezza delle fluttuazioni del prezzo del Bitcoin (estrema volatilità).

Come sul finire degli anni ’90 non era necessario comprare aziende “.com” per fare un buon investimento, è molto probabile che anche oggi non sia necessario comprare Bitcoin per continuare a fare buoni investimenti per il futuro.

Detto questo, concludiamo con un consiglio di lettura, una citazione e la traduzione di un articolo dell’Economist sull’argomento.

Consiglio di lettura: “Un mondo di bolle” di Edward Chancellor – Carocci Editore

Citazione: “I mercati, al contrario del Padreterno, non perdonano quelli che non sanno quello che fanno” (Warren Buffett)

 

 

L’ultimo dei tulipani

The Economist 01/11/2017

La bolla di bitcoin. Potrebbero esserci buone ragioni per acquistare bitcoin. Ma al momento la ragione dominante è che sta salendo di prezzo.

 

Cercate Bitcoin su Google e troverete (almeno in Inghilterra) quattro pubblicità in cima alla lista: “compra Bitcoin senza commissioni” “il modo più rapido di acquistare Bitcoin”, “dove comprare Bitcoin” e “investire in Bitcoin”. Viaggiando in metropolitana per andare al lavoro ho trovato una pubblicità che offriva la “possibilità di acquistare criptovalute con fiducia”. Un servizio della BBC dell’ora di punta a mezzogiorno riportava una conferenza dove l’eccitazione su Bitcoin (e la blockchain) era letteralmente palpabile.

Tutto ciò indica che Bitcoin ha raggiunto una nuova fase. I mercati azionari scambiano a valutazioni elevate per un po’ di tempo, se confrontate con la media a lungo termine dei profitti. Ma non c’è niente che assomigli all’eccitazione che ha circondato le azioni nel periodo del boom “.com” del 1999-2000. Questa eccitazione si è trasferita al mondo delle criptovalute come Bitcoin ed Ethereum.

Un articolo recente dell’Economist (https://www.economist.com/news/business-and-finance/21728791-regulatorssignal-alarm-frenzied-investment-craze-ico-stands-investor) si è concentrato sulla crescita delle offerte iniziali di moneta (ICO) un modo per le aziende di raccogliere soldi senza nemmeno il bisogno di essere quotate formalmente in un mercato azionario – gli investitori ricevono dei tokens (monete elettroniche) in aziende che non hanno nemmeno emesso un prospetto regolare di offerta. Questi tokens normalmente non danno i diritti delle azioni. Va notato che sono stati lanciati o stanno per esserlo circa 600 offerte iniziali di moneta.

Questo entusiasmo è sia la causa che il risultato della rapida crescita di Bitcoin nei grafici negli ultimi mesi. L’ultimo scatto è stato dato dal fatto che la Borsa merci di Chicago (Chicago Mercantile Exchange) tratterà i futures su Bitcoin: un contratto derivato basato sulla valuta nozionale. Più gente scambierà i Bitcoin e questo significherà più domanda e i prezzi dovrebbero andare su. Ma quali sono i punti forti di Bitcoin? Ci sono tre elementi: la natura limitata dell’offerta (le nuove monete possono essere create solo attraverso complessi calcoli e il totale è limitato a 21 milioni); timori sul valore a lungo termine delle valute tradizionali in un’epoca di quantitative easing e il richiamo dell’anonimità totale. L’ultimo fattore rende Bitcoin interessante per i criminali (anche se questo vale ancor di più per i contanti) creando questo ingegnoso metodo di valutazione della valuta di circa 570 dollari (https://medium.com/@dsquareddigest/how-i-guesstimated-the-value-of-bitcoinin-2014-e64f327753c8).

Ci sono tre fattori che spiegano perché vi sia una certa domanda per Bitcoin ma non la crescita recente. I dati relativi all’offerta sono semmai peggiorati (stano emergendo criptovalute concorrenti); la comunità criminale non è aumentata di taglia rapidamente e non vi sono segnali di inflazione. Una possibile spiegazione è la convinzione che il blockchain, la tecnologia che sottostà a Bitcoin, verrà usata nell’industria finanziaria.

Ma si possono creare blockchain senza nulla avere a che fare con Bitcoin: i successi dell’uno non sono legati strettamente all’altro.

Una spiegazione più plausibile per la domanda di Bitcoin è che il prezzo sta salendo rapidamente (vedi grafico).

Come ha detto Charles Kindleberger, uno storico delle bolle economiche: “Non c’è nulla che turbi maggiormente il benessere e la capacità di giudizio che il vedere un amico diventare ricco”.

La gente non sta comprando Bitcoin perché vogliono usarlo nella vita di tutti i giorni.

Le valute devono avere un prezzo stabile per poter essere usate come un mezzo di scambio. Chi compra qualcosa non vuole scambiare un token che potrebbe salire di prezzo rapidamente il giorno dopo, chi vende qualcosa non vuole ricevere un token che potrebbe crollare di prezzo. Come hanno affermato Bluford Putnam ed Erik Norland della Borsa merci di Chicago (CME): “non vi sarebbe dispiaciuto usare 20 Bitcoin per comprare un’auto da 40.000 dollari nel giugno 2017 solo per vedere gli stessi 20 Bitcoin valutati quasi 100.000 dollari l’ottobre dello stesso anno?

Il grafico è in scala logaritmica per poter far percepire i forti cali e le forti crescite capitate nella storia di Bitcoin.

Come dice il proverbio: “su come un razzo, giù come un bastone”.

La gente compra Bitcoin perché si aspetta che altra gente lo acquisti da loro ad un prezzo più alto: la definizione della teoria che c’è sempre uno stupido più stupido. Qualcuno mi ha risposto su Twitter che forse gli stupidi sono quelli che non hanno comprato: chiunque l’abbia fatto è diventato milionario. Ma un conto è diventare milionario sulla carta (la parola è stata coniata durante la bolla del Mississippi di inizio 18mo secolo) o in “bits”, un altro è riuscire ad entrare in una bolla ed uscirne con le proprie finanze intatte.

Se tutti cercassero di realizzare i propri Bitcoin il mercato si asciugherebbe e il prezzo crollerebbe: questo è quanto accaduto alla bolla del Mississippi e alla contemporanea bolla della Compagnia dei Mari del Sud. E siccome tutti sanno che potrebbe accadere vi è ogni incentivo a vendere per primi. Quando il crollo avverrà, e non può essere troppo lontano, sarà drammatico.

 

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Bitcoin e dintorni (13.12.2017)



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